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18.10.2022  |  Caregivers

Come sostituire il catetere vescicale

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Tra i diversi compiti di chi assiste una persona malata in casa, molto spesso vi è anche quello della sostituzione del sacchetto delle urine. Se il paziente assistito in casa è allettato, incontinente o impossibilitato ad urinare, infatti, si procede con la cateterizzazione, ossia con l’inserimento di un catetere nella vescica allo scopo di drenarne il contenuto. In questo articolo approfondiamo l’argomento per capire che cos’è, a cosa serve, quali tipologie esistono, come gestire e come cambiare il catetere vescicale.

Che cos’è e a cosa serve il catetere vescicale

Il catetere vescicale è dunque un dispositivo medico utilizzato per drenare l’urina, composto da un tubicino flessibile realizzato in diverse lunghezze e materiali, che viene introdotto nella vescica partendo dall’uretra o dall’addome, come vedremo più avanti. Subito dopo l’inserimento, il tubicino viene collegato al sacchetto delle urine per la raccolta. Il cateterismo può essere praticato sia in situazioni temporanee (a breve termine), sia in circostanze stabili e definitive (a lungo termine), per diversi motivi: dall’impossibilità di svuotare autonomamente la vescica, all’incontinenza; dalla pulizia della vescica (ad esempio prima di un intervento), all’allettamento.

Le diverse tipologie di catetere vescicale

Esistono due tipologie differenti di catetere vescicale: quello uretrale e quello sovrapubico. Il primo, a sua volta, si differenzia in catetere vescicale a intermittenza e catetere a dimora, mentre il secondo può essere solamente a dimora. Analizziamo insieme le differenze tra le varie tipologie di catetere.

Catetere vescicale uretrale

Il catetere vescicale uretrale è quello in cui il tubicino viene fatto passare attraverso l’uretra e, come anticipato, può essere a intermittenza o a dimora. Il catetere a intermittenza è un catetere monouso inserito nella vescica e rimosso subito dopo lo svuotamento di quest’ultima. Il catetere vescicale a dimora, o a permanenza, è un catetere che una volta inserito può essere tenuto per molto tempo, fino a due o tre mesi. A un’estremità è presente un palloncino che, una volta all’interno della vescica viene gonfiato per impedire al dispositivo di sfilarsi in modo autonomo. L’estremità opposta, invece, presenta due aperture: una per l’eliminazione dell’urina e l’altra per gonfiare il palloncino.

Al catetere viene poi collegato un sacchetto di raccolta delle urine, che ai pazienti in grado di camminare viene generalmente fissato a una gamba, per consentire loro una vita il più normale possibile. Una volta piena, chiaramente la sacca deve essere svuotata e cambiata.

Catetere vescicale sovrapubico

Il catetere vescicale sovrapubico, invece, è quello in ci il tubicino viene portato alla vescica attraverso un foro praticato sull’addome del paziente e può essere esclusivamente di tipo a dimora. Anche in questo caso l’urina viene raccolta in un’apposita sacca da cambiare quando piena.

I materiali in cui può essere realizzato il catetere

È di fondamentale importanza che il catetere non provochi al paziente delle reazioni allergiche. Non esistendo un materiale tollerato in modo assoluto, è bene scegliere l’alternativa migliore a seconda delle esigenze, come ad esempio il tempo di permanenza. Esistono infatti cateteri vescicali realizzati in numerosi materiali differenti, di seguito i principali:

  • lattice;
  • lattice rivestito di teflon;
  • silicone;
  • hydrogel;
  • PVC;
  • PVC rivestito di PVP e NaCl;
  • PVC rivestito di PVP e urea.

Come prevenire infezioni delle vie urinarie

Al fine di evitare effetti indesiderati, come ad esempio un’infezione delle vie urinarie, è molto importante porre la dovuta accortezza alla gestione del catetere vescicale. Il fattore più importante è senza dubbio quello dell’igiene personale: è necessario curare la propria igiene personale al mattino, alla sera e dopo ogni evacuazione. Si consiglia di utilizzare acqua e sapone neutro per lavarsi e un asciugamano morbido con cui tamponare leggermente le zone per l’asciugatura.

Come sostituire il sacchetto delle urine

L’inserimento del catetere vescicale è un intervento delicato e non privo di rischi, vista l’alta percentuale di possibilità di causare un’infezione urinaria, che deve essere effettuato esclusivamente da personale specializzato. La sostituzione del sacchetto delle urine, invece, può essere effettuata anche dal caregiver. Il catetere vescicale, infatti, è composto da un tubicino sottile e flessibile collegato ad un sacchetto per raccogliere le urine, che deve essere cambiato una volta pieno. Questa operazione può dunque essere effettuata da chiunque si stia prendendo cura del paziente. Di norma si fa il mattino, ma il paziente potrebbe avere una diuresi abbondante ed è bene verificare durante la giornata se si riempie.

Di seguito vediamo passo dopo passo le operazioni da compiere per sostituire il sacchetto delle urine:

  • lavare le mani;
  • indossare dei guanti;
  • controllare bene che il sacchetto non sia bucato e che la valvola sia ben chiusa;
  • clampare, ovvero piegare il catetere vescicale nell’ultima parte;
  • sfilare il sacchetto e sostituirlo;
  • togliere i guanti e lavarsi le mani.

Come cambiare il catetere: il video tutorial

Per maggiori informazioni su come cambiare e sostituire il catetere vescicale, vi consigliamo la visione di questo video tutorial realizzato da VIDAS. In questo video Elizabeth, operatrice sociosanitaria di VIDAS, ci farà vedere come sostituire il sacchetto delle urine quando ci prendiamo cura di una persona malata a casa.

Il presente video tutorial non sostituisce la consulenza del vostro medico curante

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